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Varicose VeinJanuary 15, 2022INVAMED Medical Affairs

Ablazione laser vs radiofrequenza per le vene varicose: differenze principali

Confronto tra ablazione laser e radiofrequenza per le vene varicose: fonti di energia, sensazioni durante la procedura e come i medici scelgono tra le due opzioni termiche.

I pazienti a cui viene diagnosticata un'incontinenza della vena safena sentono spesso menzionare, nello stesso colloquio, due opzioni di trattamento termico: l'ablazione laser endovenosa (EVLA) e l'ablazione a radiofrequenza (RFA). Entrambi gli approcci rientrano nel più ampio confronto tra ablazione laser e radiofrequenza per le vene varicose, ed entrambi sono progettati per chiudere una vena malata dall'interno utilizzando il calore, tuttavia la fonte di energia, il metodo di erogazione e le sensazioni tipicamente riferite dai pazienti differiscono in modo specifico. Comprendere queste differenze può aiutare i pazienti ad avere un confronto più consapevole con il proprio medico, sebbene la decisione finale su quale tecnologia utilizzare spetti sempre a un clinico qualificato che valuta l'anatomia venosa individuale.

In cosa differiscono realmente EVLA e RFA dal punto di vista del meccanismo?

L'ablazione laser endovenosa utilizza una fibra ottica per erogare energia luminosa, che viene assorbita dall'acqua o dall'emoglobina all'interno della parete venosa e convertita in calore. L'ablazione a radiofrequenza, al contrario, utilizza un catetere con elettrodo che emette corrente elettrica alternata, generando calore resistivo direttamente nel tessuto a contatto con l'elettrodo. Entrambi i metodi mirano a danneggiare il rivestimento interno della vena in misura sufficiente da farla contrarre, sigillare e infine riassorbire dall'organismo, ma il modo in cui il calore viene generato e distribuito lungo la parete venosa è fondamentalmente diverso tra le due tecnologie.

Quali dispositivi vengono utilizzati per ciascun approccio?

I sistemi basati su laser, come il sistema laser per vene varicose LaserBLOCK di INVAMED, utilizzano cateteri a fibra ottica disponibili in lunghezze d'onda comprese approssimativamente tra 810 e 1470 nm, con fibre monouso bare-tip, radiali o rivestite, progettate per il posizionamento ecoguidato all'interno della vena. I sistemi a radiofrequenza utilizzano un design del catetere completamente diverso, generalmente dotato di un segmento elettrodico espandibile o fisso che riscalda una lunghezza definita di parete venosa per ciclo di attivazione. Entrambe le categorie di dispositivo richiedono anestesia tumescente infiltrata attorno alla vena per proteggere i tessuti circostanti e migliorare il trasferimento di energia, ed entrambe sono rappresentate all'interno della più ampia categoria di dispositivi per vene varicose di INVAMED, insieme ad alternative non termiche come la chiusura con cianoacrilato.

I pazienti percepiscono una differenza durante la procedura?

Alcuni dati clinici e testimonianze dei pazienti suggeriscono che la RFA possa essere associata, in determinati casi, a minore ecchimosi o fastidio post-procedurale, potenzialmente correlati al suo pattern di riscaldamento segmentale più controllato, mentre la retrazione continua della fibra nell'EVLA può talvolta essere completata più rapidamente a seconda della lunghezza della vena. Tuttavia, l'esperienza individuale varia considerevolmente in base al numero di vene trattate, alla tecnica del medico e alla soglia del dolore e all'anatomia del paziente stesso. Non si può affermare che uno dei due approcci sia uniformemente più confortevole dell'altro per tutti i pazienti, e gli esiti legati al comfort sono meglio discussi direttamente con il medico curante.

Cosa hanno in comune le due procedure?

Sia l'EVLA sia la RFA vengono eseguite come procedure ambulatoriali ecoguidate con anestesia tumescente locale, ed entrambe sono generalmente seguite da un periodo di utilizzo di calze compressive e dalla raccomandazione di camminare regolarmente, limitando l'attività fisica intensa per un breve periodo. Le aspettative di recupero, la programmazione dei controlli ecografici di follow-up e le indicazioni generali post-procedurali tendono a essere simili in entrambi i tipi di ablazione termica, poiché l'obiettivo di fondo, il processo di guarigione biologica e i tempi di riassorbimento venoso sono comparabili indipendentemente dalla fonte di calore utilizzata.

Come dovrebbero pazienti e medici affrontare la scelta tra i due?

Né l'ablazione laser né quella a radiofrequenza sono universalmente superiori; la scelta appropriata dipende da fattori come il diametro della vena, la lunghezza, la tortuosità, la vicinanza alla superficie cutanea e la familiarità del medico con una determinata piattaforma di dispositivi. Alcune presentazioni anatomiche possono essere trattate più agevolmente con una modalità energetica rispetto all'altra, mentre in molti casi entrambe le opzioni potrebbero ragionevolmente raggiungere la chiusura desiderata. Tra le controindicazioni comunemente citate dai produttori di sistemi di ablazione termica figurano vene eccessivamente tortuose o di grande calibro, infezione locale attiva e comorbidità che precluderebbero l'anestesia tumescente. Un medico qualificato esamina la mappatura ecografica e l'anamnesi del paziente prima di raccomandare una specifica tecnologia.

La radiofrequenza è più rapida dell'ablazione laser, o viceversa?

La durata della procedura dipende più dal numero e dalla lunghezza delle vene trattate che dalla fonte di energia in sé. Alcuni sistemi RFA segmentali trattano una lunghezza fissa di vena per ciclo, mentre l'EVLA utilizza generalmente una tecnica di retrazione continua; le differenze complessive di tempo tra i due metodi sono generalmente modeste e variano caso per caso.

Lo stesso paziente può essere trattato sia con laser sia con radiofrequenza?

In molti casi sì: l'anatomia venosa di un paziente può essere idonea per entrambe le tecnologie termiche, e la scelta dipende spesso dalla preferenza del medico, dalla disponibilità del dispositivo o da specifiche considerazioni anatomiche. Un medico qualificato compie questa valutazione dopo aver esaminato l'imaging ecografico diagnostico.

Esistono situazioni in cui non si raccomanda né il laser né la radiofrequenza?

Sì. I produttori di dispositivi per ablazione termica elencano tipicamente controindicazioni come vene molto grandi o eccessivamente tortuose, infezione attiva vicino al sito di trattamento, o condizioni mediche che impediscono l'uso dell'anestesia tumescente. In tali casi, il medico può valutare alternative non termiche come la chiusura con cianoacrilato o la scleroterapia con schiuma.


La disponibilità del dispositivo e lo stato normativo variano in base al Paese. Contatta INVAMED o il tuo distributore locale autorizzato per le informazioni normative attuali applicabili alla tua regione.

Revisionato da: INVAMED Medical Affairs

Questo contenuto è destinato alla formazione dei professionisti sanitari e non costituisce consulenza medica. Consultare sempre le linee guida cliniche e le istruzioni per l'uso del prodotto.

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