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Varicose VeinSeptember 1, 2022INVAMED Medical Affairs

Le vene varicose possono ricomparire dopo l'ablazione? La recidiva spiegata

Le vene varicose possono ricomparire dopo l'ablazione? Scopri come possono verificarsi recidiva e neovascolarizzazione e quali fattori influenzano la durabilità a lungo termine del trattamento venoso.

I pazienti che hanno affrontato il trattamento di una vena varicosa sporgente o sintomatica vogliono comprensibilmente sapere se il problema potrebbe ripresentarsi. La recidiva delle vene varicose dopo l'ablazione è una possibilità clinica legittima, ed è generalmente discussa come uno dei fattori che i medici monitorano durante l'assistenza di follow-up, sebbene non accada a ogni paziente e la sua probabilità sia influenzata da diversi fattori distinti. Questo articolo spiega come può presentarsi la recidiva, perché talvolta si verifica anche dopo una chiusura tecnicamente riuscita, e cosa i pazienti possono ragionevolmente aspettarsi dal follow-up a lungo termine.

Cosa significa realmente "recidiva" dopo l'ablazione venosa?

La recidiva può assumere alcune forme diverse. In alcuni casi, il segmento venoso originariamente trattato si riapre o non riesce a chiudersi completamente, cosa generalmente identificata tramite ecografia di follow-up. In altri casi, la vena trattata rimane chiusa, ma nuove vene visibili compaiono nelle vicinanze a causa di un'incontinenza venosa non correlata o precedentemente non trattata altrove nella gamba. È importante distinguere tra questi scenari, poiché una "nuova" vena varicosa che compare vicino a un'area precedentemente trattata non è necessariamente prova del fallimento dell'ablazione originale — la malattia venosa è spesso una condizione progressiva che coinvolge diversi segmenti venosi nel tempo, non un singolo vaso isolato.

Cos'è la neovascolarizzazione e come si collega alla recidiva?

La neovascolarizzazione si riferisce alla formazione, da parte dell'organismo, di nuovi piccoli vasi sanguigni nell'area di una vena precedentemente trattata o rimossa chirurgicamente, talvolta con una nuova connessione a percorsi venosi residui. Questo fenomeno è stato descritto nella letteratura sul trattamento venoso come uno dei possibili contributori alla recidiva, in particolare dopo lo stripping chirurgico della vena, sebbene possa costituire una considerazione anche dopo tecniche di ablazione endovenosa. La neovascolarizzazione è una risposta biologica di guarigione piuttosto che un segno di tecnica scorretta, e la sua entità può variare considerevolmente tra i pazienti in base ai pattern di guarigione individuali.

Quali fattori influenzano se una vena trattata rimane chiusa?

Diversi fattori sono generalmente considerati rilevanti per la durabilità della chiusura a lungo termine, tra cui il diametro e il decorso anatomico della vena originale, quanto accuratamente la vena è stata trattata durante la procedura iniziale, la specifica tecnologia di chiusura utilizzata e la salute venosa complessiva del paziente, incluse condizioni come l'obesità, occupazioni con stazione eretta prolungata o familiarità per malattia venosa. Anche seguire l'assistenza post-procedurale indicata dal medico, come indossare le calze compressive secondo le istruzioni e presentarsi agli appuntamenti ecografici di follow-up, favorisce la capacità di individuare e affrontare eventuali segni precoci di chiusura incompleta. Nessuna tecnologia o tecnica può garantire che le vene non recidivino mai, e i medici generalmente inquadrano la salute venosa a lungo termine come una considerazione continua piuttosto che una soluzione definitiva.

Cosa ci dicono i tassi di chiusura riportati dal produttore?

I produttori di dispositivi a volte pubblicano dati sui tassi di chiusura misurati su periodi di follow-up definiti, e queste cifre possono offrire un'indicazione generale della durabilità per un dispositivo specifico, sebbene debbano sempre essere intese come dati riportati dal produttore e specifiche per le condizioni dei dati riportati. Ad esempio, il produttore del VenaBLOCK, trattamento non termico per la malattia venosa e le vene varicose di INVAMED riporta tassi di chiusura del 97% a 12 mesi e del 94,6% a 3 anni per quello specifico sistema di chiusura con cianoacrilato. Si tratta di dati riportati dal produttore per un dispositivo e non dovrebbero essere estesi ad altri prodotti o tipi di trattamento; gli esiti individuali del paziente dipendono da numerose variabili oltre al dispositivo stesso, e il medico può discutere cosa i dati di chiusura possano o non possano indicare per un caso specifico.

Come vengono tipicamente rilevate e gestite le recidive?

L'imaging ecografico di follow-up, programmato a intervalli stabiliti dal medico curante, è il metodo standard per rilevare se una vena trattata è rimasta chiusa o se si sono sviluppate nuove aree di reflusso. Se viene identificata una recidiva o una nuova area di incontinenza venosa, i medici valutano la situazione individualmente e possono considerare un trattamento aggiuntivo utilizzando tecnologie termiche o non termiche, simili a quelle presenti nella categoria vene varicose di INVAMED, a seconda dell'anatomia coinvolta. I pazienti che manifestano nuovo gonfiore, discromia cutanea o sintomi ricorrenti dopo una vena precedentemente trattata dovrebbero discutere tempestivamente questi cambiamenti con il proprio medico.

Quanto tempo dopo un'ablazione riuscita possono ricomparire le vene varicose?

I tempi di recidiva variano significativamente tra i pazienti; alcuni possono notare nuovi cambiamenti venosi entro il primo anno, mentre altri rimangono stabili per molti anni dopo il trattamento. Il follow-up regolare con un medico aiuta a monitorare la salute venosa nel tempo, indipendentemente da quanto tempo sia trascorso dalla procedura iniziale.

La recidiva significa che la procedura originale è fallita?

Non necessariamente. Una nuova vena varicosa che compare vicino a un'area precedentemente trattata può derivare dalla progressione della malattia venosa in un segmento venoso diverso, piuttosto che dal fallimento del trattamento originale. Il medico può utilizzare l'imaging ecografico per distinguere tra una chiusura incompleta della vena originale e un vaso separato, di nuovo sintomatico.

Le vene varicose recidive possono essere trattate di nuovo?

In molti casi, sì. A seconda dell'anatomia e del motivo della recidiva, il medico può valutare una ripetizione dell'ablazione, una tecnologia di chiusura alternativa o altri approcci di gestione. L'idoneità al ritrattamento viene determinata su base individuale dopo una valutazione clinica ed ecografica.


La disponibilità del dispositivo e lo stato normativo variano in base al Paese. Contatta INVAMED o il tuo distributore locale autorizzato per le informazioni normative attuali applicabili alla tua regione.

Revisionato da: INVAMED Medical Affairs

Questo contenuto è destinato alla formazione dei professionisti sanitari e non costituisce consulenza medica. Consultare sempre le linee guida cliniche e le istruzioni per l'uso del prodotto.

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