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Venous StentsApril 10, 2026INVAMED Medical Affairs

Stenting nella sindrome post-trombotica: ripristinare il deflusso venoso

Come lo stenting nella sindrome post-trombotica affronta l'occlusione venosa cronica e ripristina il deflusso attraverso la ricanalizzazione.

Lo stenting nella sindrome post-trombotica è un approccio endovascolare utilizzato per affrontare l'ostruzione venosa cronica che può svilupparsi quando una trombosi venosa profonda (TVP) non si risolve completamente. La sindrome post-trombotica, spesso abbreviata in SPT, è una condizione in cui cicatrici residue e restringimenti all'interno di una vena, conseguenti a un pregresso coagulo, determinano sintomi a lungo termine come gonfiore alla gamba, dolore, alterazioni cutanee e, nei casi più avanzati, ulcere venose. Questo articolo esamina cos'è la SPT, come lo stenting viene utilizzato per affrontare l'ostruzione al deflusso sottostante e cosa possono aspettarsi i pazienti da questa categoria di trattamento.

Cosa causa la sindrome post-trombotica?

La sindrome post-trombotica si sviluppa quando una trombosi venosa profonda lascia tessuto cicatriziale, un restringimento cronico o un'occlusione persistente all'interno della vena colpita, più spesso nel segmento ileo-femorale della gamba. Anche dopo che il coagulo originario è stato trattato, la parete venosa e le valvole possono rimanere danneggiate, e il flusso sanguigno di ritorno al cuore può continuare a incontrare resistenza attraverso il segmento cicatrizzato o ristretto. Nel tempo, questa persistente ostruzione al deflusso contribuisce a un aumento della pressione venosa nella gamba, meccanismo generalmente ritenuto alla base del gonfiore, del disagio e delle alterazioni cutanee associate alla SPT.

In che modo lo stenting di ricanalizzazione affronta l'occlusione venosa cronica?

Lo stenting di ricanalizzazione è il termine generale con cui si indica la tecnica endovascolare utilizzata per riaprire e sostenere una vena cronicamente occlusa o ristretta. La procedura prevede tipicamente l'attraversamento del segmento ostruito con una guida e un catetere, l'utilizzo dell'angioplastica con palloncino per aprire il tratto ristretto, e il successivo posizionamento di uno stent autoespandibile per mantenere aperto il vaso e preservare un canale per il flusso sanguigno. Questo approccio è finalizzato ad alleviare l'ostruzione al deflusso che è alla base di molti sintomi della SPT, piuttosto che trattare direttamente le alterazioni cutanee o dei tessuti molli. L'idoneità a sottoporsi allo stenting di ricanalizzazione è stabilita dal medico curante dopo la revisione delle immagini che definiscono l'estensione e le caratteristiche dell'occlusione cronica.

Che ruolo svolge lo stent venoso Atlas nel trattamento della SPT?

Tra le piattaforme di dispositivi utilizzate in questo ambito, lo stent venoso Atlas è un sistema di impianto autoespandibile in nitinol indicato, secondo quanto dichiarato dal produttore, per l'ostruzione al deflusso venoso ileo-femorale e la sindrome post-trombotica, oltre che per le stenosi venose causate da compressione estrinseca o tessuto cicatriziale. È progettato per mantenere la pervietà e sostenere il flusso attraverso il segmento trattato, nell'ambito di una strategia più ampia volta ad alleviare i sintomi dell'insufficienza venosa cronica. Come per qualsiasi piattaforma di stent venoso, l'idoneità per un determinato paziente, il dimensionamento e il posizionamento sono stabiliti dal medico curante in conformità alle Istruzioni per l'uso (IFU) del dispositivo, e durante la selezione del paziente vengono considerate controindicazioni quali grave tortuosità del vaso, discrepanza di diametro o infezione locale attiva.

Cosa possono aspettarsi i pazienti in termini di variazione dei sintomi?

Poiché i sintomi della SPT derivano da una combinazione di ostruzione al deflusso e danno valvolare, il ripristino del flusso mediante stenting di ricanalizzazione è generalmente ritenuto in grado di ridurre la pressione venosa e, nei candidati idonei, di contribuire a un miglioramento del gonfiore e del disagio. Tuttavia, lo stenting non inverte il danno valvolare eventualmente già instauratosi, pertanto gli esiti variano in base alla gravità e alla durata individuale della malattia. L'uso continuativo della terapia compressiva e di altre misure conservative viene spesso mantenuto insieme allo stenting, nell'ambito di un piano di gestione complessivo della SPT stabilito dal medico curante.

Quando una persona con sintomi di SPT dovrebbe richiedere una valutazione?

I pazienti che manifestano gonfiore persistente alla gamba, dolore, alterazioni della pigmentazione cutanea o la comparsa di un'ulcera venosa dopo una precedente TVP sono generalmente incoraggiati a richiedere una valutazione da uno specialista vascolare per stabilire se un'occlusione venosa cronica stia contribuendo ai loro sintomi. Un improvviso peggioramento del gonfiore alla gamba, un nuovo dolore intenso o segni di infezione cutanea attorno a un'ulcera devono spingere i pazienti a richiedere assistenza medica immediata.

Informazioni generali sulla categoria più ampia di dispositivi utilizzati in queste procedure sono disponibili nella pagina prodotti degli stent venosi.

Lo stenting guarisce la sindrome post-trombotica?

Lo stenting viene utilizzato per ripristinare il deflusso venoso nei candidati idonei e non è descritto come una cura. Poiché la SPT comporta spesso un danno valvolare oltre all'ostruzione, gli esiti individuali variano, e il medico curante stabilisce il beneficio atteso in base alla condizione di ciascun paziente.


La disponibilità del dispositivo e lo stato normativo variano in base al Paese. Contatta INVAMED o il tuo distributore locale autorizzato per le informazioni normative attuali applicabili alla tua regione.

Revisionato da: INVAMED Medical Affairs

Questo contenuto è destinato alla formazione dei professionisti sanitari e non costituisce consulenza medica. Consultare sempre le linee guida cliniche e le istruzioni per l'uso del prodotto.

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