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Cardiovascular HealthFebruary 22, 2026INVAMED Medical

La tecnologia alla base degli interventi basati su catetere per l'embolia polmonare

Esplora la tecnologia all'avanguardia alla base degli interventi basati su catetere per l'embolia polmonare (PE). Questa guida completa copre la trombolisi diretta da catetere, i dispositivi per trombectomia meccanica come FlowTriever e Indigo e gli approcci farmaco-meccanici, offrendo approfondimenti sia ai pazienti che agli operatori sanitari. Scopri come queste tecniche minimamente invasive stanno rivoluzionando il trattamento dell'EP, riducendo il carico di coaguli e migliorando gli esiti dei pazienti con minori rischi di sanguinamento.

La tecnologia alla base degli interventi basati su catetere per l'embolia polmonare

Introduzione

L'embolia polmonare (PE) rappresenta una sfida cardiovascolare significativa, classificandosi come una delle principali cause di decessi correlati a cause cardiovascolari a livello globale [1]. Si verifica quando un coagulo di sangue, spesso originato da una trombosi venosa profonda (TVP) delle gambe, raggiunge i polmoni e ostruisce le arterie polmonari. La gravità dell’EP può variare da casi asintomatici a scenari potenzialmente letali, con pazienti ad alto rischio che sperimentano instabilità emodinamica che richiedono un intervento immediato per ripristinare il flusso sanguigno e alleviare la tensione sul ventricolo destro (RV) [1, 2]. Sebbene l’anticoagulazione rimanga la pietra angolare della gestione dell’EP, gli interventi basati su catetere sono emersi come una promettente alternativa e terapia aggiuntiva, in particolare per i pazienti a rischio intermedio-alto o quelli con controindicazioni alla trombolisi sistemica [1, 3]. Queste tecniche minimamente invasive mirano a ridurre il carico di coaguli, migliorare la perfusione polmonare e stabilizzare l’emodinamica con rischi di sanguinamento potenzialmente inferiori rispetto alla tradizionale trombolisi sistemica [1]. Questo articolo approfondisce i progressi tecnologici che guidano gli interventi basati su catetere per l'EP, esplorando vari approcci, dispositivi, considerazioni procedurali e il loro ruolo in evoluzione nella gestione del paziente.

Comprensione dell'embolia polmonare e necessità di intervento

La gestione efficace dell'EP dipende da un'accurata stratificazione del rischio. Le linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) classificano l’EP in categorie di rischio alto, intermedio e basso in base allo stato clinico, ai risultati emodinamici, alla disfunzione ventricolare destra (RVD) e ai livelli di biomarcatori cardiaci [1]. L'EP ad alto rischio, caratterizzata da compromissione circolatoria, necessita di riperfusione immediata. I pazienti con EP a rischio intermedio-alto (IHR), sebbene emodinamicamente stabili, mostrano segni di RVD e biomarcatori cardiaci elevati, esponendoli a un rischio significativo di deterioramento clinico [1]. Per questi pazienti, un intervento tempestivo è fondamentale per prevenire la progressione verso lo shock cardiogeno e migliorare i risultati a lungo termine [1].

I trattamenti tradizionali comprendono la trombolisi sistemica, che comporta un rischio considerevole di sanguinamento maggiore, e l'embolectomia chirurgica, che è altamente invasiva e meno ampiamente disponibile [3]. Le limitazioni e i rischi associati a questi metodi convenzionali hanno stimolato lo sviluppo di terapie basate su catetere, offrendo una rimozione mirata di coaguli con profili di sicurezza potenzialmente migliorati.

Tecnologie nella terapia diretta tramite catetere per l'EP

Le terapie catetere-dirette (CDT) per l'EP possono essere ampiamente classificate in tre approcci principali in base al meccanismo di rimozione del trombo: trombolisi catetere-diretta, trombectomia meccanica e trombectomia farmaco-meccanica [1, 3]. Questi interventi mirano a ripristinare il flusso sanguigno polmonare, ridurre il postcarico del ventricolo destro e migliorare la funzione del ventricolo destro.

1. Trombolisi diretta da catetere (CDT)

La CDT prevede la somministrazione locale di agenti trombolitici direttamente nel trombo dell'arteria polmonare. Questo approccio mirato consente dosi di trombolitici significativamente più basse rispetto alla somministrazione sistemica, riducendo così il rischio di complicanze emorragiche sistemiche [1, 3].

**Trombolisi diretta da catetere standard:** questo metodo utilizza cateteri multiperforati (ad esempio, pigtail, Uni-Fuse di AngioDynamics, Cragg-McNamara di Medtronic) per infondere farmaci trombolitici direttamente nel coagulo [1].

**Trombolisi assistita da ultrasuoni (USAT):** La USAT, esemplificata in particolare dal sistema endovascolare EKOS™ (Boston Scientific), combina l'energia degli ultrasuoni a bassa potenza con l'infusione trombolitica. Si ritiene che le onde ultrasoniche interrompano i filamenti di fibrina all'interno del coagulo, migliorando la penetrazione e l'efficacia dell'agente trombolitico [1, 3]. Studi clinici come ULTIMA, SEATTLE II, OPTALYSE PE e il registro KNOCOUT PE hanno dimostrato l’efficacia del sistema EKOS nel ridurre i rapporti RV/LV con una bassa incidenza di eventi emorragici maggiori [1]. Sebbene la durata dell'infusione possa estendersi fino a 24 ore, USAT offre un'opzione sicura ed efficace per i pazienti emodinamicamente stabili senza controindicazioni ai trombolitici.

2. Trombectomia meccanica

Le tecniche di trombectomia meccanica rimuovono fisicamente il trombo attraverso l'aspirazione o la frammentazione, offrendo un'immediata riduzione del carico di coaguli senza o con un uso minimo di farmaci trombolitici. Questo approccio è particolarmente vantaggioso per i pazienti con controindicazioni alla trombolisi o per quelli che necessitano di una rapida stabilizzazione emodinamica [1, 3].

**Sistema FlowTriever® (Inari Medical):** il sistema FlowTriever è un dispositivo per trombectomia ad aspirazione di grande diametro progettato per la rimozione rapida del trombo. È costituito da cateteri di aspirazione annidati (16 Fr, 20 Fr e 24 Fr) e da una punta meccanica per la rottura del coagulo. Lo studio FLARE, uno studio prospettico multicentrico, ha dimostrato miglioramenti significativi nel rapporto RV/LV e nelle pressioni dell’arteria polmonare nei pazienti con EP IHR trattati con FlowTriever, con un basso tasso di sanguinamenti maggiori [1]. Il registro FLASH ha ulteriormente supportato questi risultati positivi, mostrando un rapido miglioramento emodinamico e una bassa mortalità [1]. Un vantaggio fondamentale è la capacità di restituire il sangue aspirato al paziente, riducendo al minimo la perdita di sangue.

**Sistema Indigo® (Penumbra):** Il sistema Indigo utilizza cateteri di aspirazione (7 Fr, 12 Fr e 16 Fr) alimentati da una pompa di aspirazione, spesso incorporando un filo separatore per favorire l'estrazione del coagulo. Studi come EXTRACT-PE hanno dimostrato l'efficacia del sistema Indigo nel ridurre i rapporti RV/LV e nel migliorare la tensione del RV [1]. Le generazioni più recenti del sistema Indigo sono dotate di funzionalità automatizzate e di risparmio del sangue. Lo studio STRIKE-PE in corso continua a valutarne l'efficacia e la sicurezza, con i primi risultati che indicano riduzioni significative del rapporto RV/LV e delle pressioni polmonari [1].

3. Trombectomia farmaco-meccanica

Questo approccio combina i vantaggi sia della trombolisi localizzata che della trombectomia meccanica. Implica l’uso simultaneo o sequenziale di agenti trombolitici e dispositivi meccanici per ottenere una rimozione più efficace del coagulo e migliorare i risultati [1]. Lo studio PEERLESS, uno studio multicentrico randomizzato e controllato, ha confrontato la trombectomia meccanica di grande diametro (LBMT) con la trombolisi diretta da catetere in pazienti con EP IHR. L'LBMT ha sovraperformato significativamente la trombolisi nel ridurre le terapie di salvataggio e i ricoveri in terapia intensiva, con mortalità e tassi di sanguinamento maggiori simili [1].

Pianificazione procedurale e considerazioni

Una pianificazione procedurale ottimale è fondamentale per il successo degli interventi basati su catetere. Ciò comporta una valutazione completa della presentazione clinica del paziente, dello stato emodinamico e dell'imaging dettagliato per valutare il rischio, individuare il trombo e identificare le sfide anatomiche [3].

**Valutazione del rischio e localizzazione del trombo:** L'imaging pre-procedurale, compreso l'ecocardiogramma transtoracico (TTE) e l'angiografia polmonare con tomografia computerizzata (CTPA), fornisce approfondimenti critici sulla RVD, sulla posizione del trombo e sulle potenziali variazioni anatomiche [3]. La CTPA è particolarmente utile per la caratterizzazione dettagliata dei trombi e per guidare la navigazione del catetere. Il cateterismo del cuore destro è determinante nella valutazione dello stato emodinamico pre e post procedurale [3].

**Selezione del dispositivo:** La scelta tra CDT e trombectomia meccanica dipende spesso dalla presentazione clinica del paziente, dalle caratteristiche del trombo (ad es. fresco o cronico), dal rischio di sanguinamento e dall'esperienza dell'istituto [3]. La trombectomia meccanica è spesso preferita per i pazienti emodinamicamente instabili o per quelli con controindicazioni alla trombolisi grazie alla sua capacità di fornire una rapida rimozione del coagulo [1, 3].

Potenziali complicazioni

Sebbene generalmente più sicuri della trombolisi sistemica, gli interventi basati su catetere non sono privi di rischi. Le potenziali complicanze includono un improvviso collasso emodinamico dovuto alla frammentazione del trombo, un aumento dello sforzo del ventricolo destro dovuto alla manipolazione del catetere, lesioni vascolari e sanguinamento [3]. Una tecnica procedurale meticolosa e un'attenta selezione dei pazienti sono essenziali per ridurre al minimo questi rischi.

Conclusione

Gli interventi basati su catetere hanno rivoluzionato il panorama del trattamento dell'embolia polmonare, offrendo opzioni mirate ed efficaci per pazienti con diversi livelli di rischio. La continua evoluzione delle tecnologie, dalla trombolisi assistita da ultrasuoni ai dispositivi avanzati per la trombectomia meccanica, fornisce ai medici un armamentario crescente per affrontare questa complessa condizione. Sebbene l’anticoagulazione rimanga fondamentale, la CDT offre un’alternativa vitale, in particolare per i pazienti ad alto e medio-alto rischio. I team multidisciplinari di risposta all’embolia polmonare (PERT) svolgono un ruolo cruciale nell’ottimizzazione della selezione dei pazienti e nell’adattamento delle strategie di trattamento, portando in definitiva a risultati migliori per le persone affette da EP [1]. La ricerca continua e gli studi randomizzati e controllati sono essenziali per perfezionare ulteriormente queste tecnologie e stabilire algoritmi di trattamento ottimali.

**Disclaimer:** Questo post del blog è destinato esclusivamente a scopo informativo e non costituisce un consiglio medico. Consultare sempre un operatore sanitario qualificato per la diagnosi e il trattamento di qualsiasi condizione medica.

Riferimenti

1. Latsios, G., et al. (2025). Ruolo degli interventi basati su catetere nel trattamento dell'embolia polmonare. *World J Cardiol*, 17(10): 111598. [https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12576570/](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12576570/) 2. Konstantinides, S. V., et al. (2019). Linee guida ESC 2019 per la diagnosi e la gestione dell'embolia polmonare acuta sviluppate in collaborazione con la European Respiratory Society (ERS). *Eur Cuore J*, 41(5): 543–603. 3. Costa, F., et al. (2025). Tecniche basate su catetere per il trattamento dell'embolia polmonare. *EuroIntervento*. [https://eurointervention.pcronline.com/article/catheter-based-techniques-for-pulmonary-embolism-treatment](https://eurointervention.pcronline.com/article/catheter-based-techniques-for-pulmonary-embolism-treatment)

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