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Oncology AblationJune 9, 2024INVAMED Medical Affairs

Ablazione tumorale: approcci a radiofrequenza, microonde e crioablazione

Una panoramica sull'ablazione tumorale, con il confronto tra radiofrequenza, microonde e crioablazione come opzioni di terapia percutanea ecoguidata.

L'ablazione tumorale comprende un gruppo di tecniche mininvasive utilizzate per distruggere direttamente il tessuto tumorale, tipicamente mediante l'applicazione di calore o freddo estremi, anziché tramite asportazione chirurgica o terapia farmacologica sistemica. Queste tecniche di ablazione percutanea sono guidate dall'imaging — comunemente ecografia, TC o risonanza magnetica — che consente ai medici di posizionare con precisione una sonda o un applicatore all'interno del tumore, evitando le strutture critiche circostanti. L'ablazione tumorale viene utilizzata su una vasta gamma di tipologie e sedi tumorali, comprese le lesioni epatiche, renali, polmonari e ossee, spesso in pazienti che potrebbero non essere candidati alla resezione chirurgica tradizionale. Questo articolo offre una panoramica generale delle tre modalità di ablazione più comunemente discusse: radiofrequenza, microonde e crioablazione.

Che cos'è l'ablazione ecoguidata e come viene eseguita?

La terapia ecoguidata per l'ablazione tumorale prevede tipicamente l'inserimento attraverso la cute di una sottile sonda o applicatore ad ago, fino al tumore, sotto guida di imaging continua o intermittente. Una volta posizionata, la sonda eroga energia — calore nel caso dei sistemi a radiofrequenza e a microonde, oppure freddo estremo nel caso della crioablazione — per distruggere il tessuto bersaglio attraverso un processo denominato necrosi coagulativa (per i metodi basati sul calore) o morte cellulare da congelamento (per la crioablazione). Trattandosi di una procedura percutanea, essa comporta generalmente un'incisione più piccola e un recupero più breve rispetto alla resezione chirurgica a cielo aperto, sebbene non sia appropriata per ogni tipo, dimensione o sede tumorale. L'idoneità dell'ablazione percutanea per un tumore specifico viene stabilita da un'équipe multidisciplinare in base alle caratteristiche del tumore, alla sua sede e al quadro clinico complessivo del paziente.

Come distrugge l'ablazione a radiofrequenza (RFA) il tessuto tumorale?

L'ablazione a radiofrequenza utilizza corrente elettrica alternata ad alta frequenza erogata tramite un elettrodo posizionato all'interno del tumore. Questa corrente genera calore per attrito nel tessuto circostante l'elettrodo, innalzando la temperatura locale a livelli tali da causare la necrosi coagulativa delle cellule bersaglio. I sistemi RFA monitorano tipicamente l'impedenza tissutale e la temperatura durante la procedura, per orientare l'erogazione di energia e gestire le dimensioni della zona di ablazione. I modelli di elettrodo variano, comprendendo elettrodi ad ago singolo ed elettrodi espandibili a più punte (multi-tine), destinati al trattamento di volumi tumorali maggiori. L'RFA viene comunemente discussa nel contesto del trattamento del carcinoma epatocellulare, dei tumori renali e di alcune lesioni ossee o dei tessuti molli, laddove la terapia percutanea sia considerata appropriata.

Cosa distingue l'ablazione a microonde dagli altri metodi basati sul calore?

Anche l'ablazione a microonde (MWA) genera calore per distruggere il tessuto tumorale, ma lo fa utilizzando energia elettromagnetica a microonde anziché corrente elettrica fatta passare attraverso il tessuto. Questa fonte di energia è generalmente associata alla capacità di raggiungere temperature più elevate più rapidamente e, in alcuni casi, di produrre una zona di ablazione più estesa per sonda rispetto ai sistemi a radiofrequenza, secondo la letteratura generale di oncologia interventistica. L'ablazione a microonde dipende meno dalla conducibilità elettrica del tessuto rispetto all'RFA, aspetto che alcuni clinici associano a un riscaldamento più prevedibile in prossimità dei vasi sanguigni, dove il flusso ematico può altrimenti disperdere il calore lontano dalla zona di trattamento. Come per l'RFA, l'idoneità all'ablazione a microonde dipende dalle dimensioni, dalla sede e dalle caratteristiche del tumore, valutate dal medico curante.

In cosa differisce la crioablazione dalle modalità di ablazione basate sul calore?

La crioablazione adotta l'approccio termico opposto, utilizzando una o più sonde per erogare temperature estremamente basse che congelano il tessuto bersaglio, formando quella che viene comunemente chiamata "sfera di ghiaccio" attorno alla punta della sonda. La distruzione delle cellule tumorali avviene attraverso meccanismi che includono il danno cellulare diretto causato dalla formazione di cristalli di ghiaccio e gli effetti vascolari durante i ripetuti cicli di congelamento-scongelamento. La crioablazione viene frequentemente discussa nel trattamento dei tumori renali e di alcune altre lesioni, in parte perché la sfera di ghiaccio può spesso essere visualizzata direttamente sull'imaging durante la procedura, aspetto che alcuni clinici ritengono utile per confermare i margini di trattamento. Come per le modalità basate sul calore, l'appropriatezza della crioablazione viene stabilita caso per caso dall'équipe curante.

Scegliere tra le modalità di ablazione: quali fattori contano?

Nessuna singola modalità di ablazione è universalmente preferibile; radiofrequenza, microonde e crioablazione presentano ciascuna caratteristiche che possono renderle più o meno adatte a un determinato tumore. I fattori comunemente considerati includono le dimensioni e la sede del tumore, la vicinanza a vasi sanguigni o strutture sensibili, il tipo di tumore sottostante e l'esperienza del medico con una determinata tecnologia. Poiché questi fattori variano significativamente da paziente a paziente, la scelta della modalità di ablazione è una decisione clinica presa in collaborazione tra il radiologo interventista, l'oncologo e il paziente, sulla base del caso specifico.

L'ablazione tumorale sostituisce la chirurgia?

L'ablazione tumorale viene talvolta utilizzata come alternativa alla resezione chirurgica, in particolare per i pazienti che non sono candidati chirurgici o che presentano tumori più piccoli e ben localizzati, ma non rappresenta una sostituzione universale della chirurgia in tutti i casi. La scelta tra ablazione, chirurgia o un altro approccio terapeutico dipende dalle caratteristiche del tumore, dalla sua sede e dallo stato di salute generale del paziente. Questa determinazione viene effettuata da un'équipe multidisciplinare, e non tramite l'autoselezione di un metodo di trattamento.

Cosa accade al tessuto tumorale dopo l'ablazione?

Il tessuto sottoposto ad ablazione va incontro a necrosi e generalmente non viene rimosso chirurgicamente; l'organismo riassorbe o cicatrizza gradualmente l'area trattata nel tempo. L'imaging di follow-up viene tipicamente utilizzato per valutare la zona trattata e monitorare l'eventuale tessuto tumorale residuo o recidivante. Il calendario di follow-up specifico e l'approccio di imaging vengono stabiliti dal medico curante in base al tipo di tumore e alla risposta iniziale al trattamento.

Esistono rischi associati all'ablazione tumorale percutanea?

Come per qualsiasi procedura medica, l'ablazione percutanea comporta rischi, che possono includere sanguinamento, infezione, lesioni alle strutture vicine o trattamento incompleto del tumore. Questi rischi variano in base alla sede e alle dimensioni del tumore e a fattori specifici del paziente. I pazienti dovrebbero discutere il profilo di rischio completo rilevante per il proprio caso individuale con il medico curante prima di sottoporsi a qualsiasi procedura di ablazione.

Per una panoramica dei sistemi di ablazione, vedere la categoria prodotti oncology-ablation.


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Revisionato da: INVAMED Medical Affairs

Questo contenuto è destinato alla formazione dei professionisti sanitari e non costituisce consulenza medica. Consultare sempre le linee guida cliniche e le istruzioni per l'uso del prodotto.

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