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EmbolizationJune 9, 2024INVAMED Medical Affairs

Selezione del microcatetere per le procedure di embolizzazione

Come gli operatori selezionano il microcatetere per l'embolizzazione: dimensionamento del catetere, esigenze di accesso distale e compatibilità con l'agente embolizzante scelto.

Il successo di una procedura di embolizzazione dipende non solo dall'agente embolizzante scelto — coil, plug o agenti embolizzanti liquidi — ma in egual misura dal microcatetere utilizzato per rilasciarlo. Un microcatetere incapace di navigare l'anatomia richiesta, o incompatibile con il materiale embolizzante prescelto, può compromettere una procedura indipendentemente dalla qualità con cui è stato progettato il piano di trattamento. Comprendere i principali fattori alla base della selezione del microcatetere aiuta a spiegare perché i radiologi interventisti tengono spesso in dotazione una gamma di cateteri, anziché affidarsi a un'unica scelta predefinita.

Perché l'anatomia vascolare guida la prima decisione?

Prima ancora di considerare qualsiasi agente embolizzante, è il percorso anatomico che il catetere deve attraversare a determinare quale microcatetere sia appropriato. Alcuni territori vascolari, come determinati rami intracranici o mesenterici distali, richiedono un catetere con un profilo distale molto ridotto e una notevole flessibilità per navigare curve strette e vasi di piccolo calibro senza causare lesioni vascolari. Altri target più prossimali o di calibro maggiore possono invece consentire l'utilizzo di un catetere con lume interno più ampio e minore enfasi sulla trackability estrema. L'imaging pre-procedurale viene generalmente utilizzato per anticipare la sfida anatomica prima di selezionare un catetere.

In che modo contano la lunghezza del catetere e il design dello shaft?

I microcateteri sono disponibili in una gamma di lunghezze operative e profili di rigidità dello shaft, generalmente progettati con un segmento distale più morbido e flessibile per navigare vasi sottili e uno shaft prossimale più rigido per garantire spingibilità e controllo della torsione dall'esterno del corpo. Questa costruzione a rigidità variabile consente all'operatore di avanzare il catetere in modo efficiente attraverso vasi più ampi e prossimali, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria per raggiungere rami piccoli, distali o tortuosi senza attorcigliamenti o perdita di controllo della punta.

Perché la compatibilità con l'agente embolizzante è così importante?

Forse il fattore di selezione più importante, direttamente collegato al piano di trattamento, è se il microcatetere sia compatibile con lo specifico agente embolizzante previsto per l'utilizzo. Gli agenti embolizzanti liquidi disciolti in solvente DMSO richiedono un catetere specificamente certificato per la compatibilità con il DMSO, poiché il solvente può degradare i materiali utilizzati nei cateteri standard. L'embolizzazione con coil richiede un catetere con un lume interno dimensionato adeguatamente per i coil impiegati, mentre dispositivi meccanici come i plug vascolari richiedono cateteri o guaine introduttrici compatibili con le specifiche del sistema di rilascio del dispositivo. Selezionare un catetere senza confermare questa compatibilità rischia di far emergere un'incompatibilità solo durante la procedura stessa.

In che modo il diametro del lume interno influenza la scelta dei dispositivi?

Il diametro interno di un microcatetere determina quali dispositivi embolizzanti possano fisicamente attraversarlo, e questo diventa un fattore limitante quando sono previsti coil di dimensioni maggiori, determinate viscosità di agenti embolizzanti liquidi o dispositivi meccanici più voluminosi. Gli operatori confermano generalmente la gamma di dispositivi compatibili specificata per un dato microcatetere prima di finalizzare un piano di trattamento, poiché il tentativo di far passare un dispositivo incompatibile può comportare il rischio di danneggiare il catetere o di una procedura incompleta.

Che ruolo giocano la radiopacità e la marcatura della punta nella selezione?

I microcateteri destinati all'embolizzazione incorporano tipicamente marcatori radiopachi, spesso realizzati con materiali come il tungsteno, in prossimità della punta distale, per consentire una visualizzazione precisa della posizione del catetere sotto fluoroscopia. Questo aspetto è particolarmente importante durante il rilascio dell'agente embolizzante, quando l'operatore deve confermare che la punta del catetere sia posizionata esattamente nel target previsto prima di iniettare o rilasciare il materiale, riducendo al minimo il rischio di embolizzazione non bersaglio derivante da un posizionamento impreciso del catetere.

Catetere di embolizzazione MicroDELIVERY

INVAMED produce il catetere di embolizzazione MicroDELIVERY, costruito con uno shaft composito a rigidità variabile, rinforzo a treccia in acciaio inossidabile, una guaina esterna Pebax a tripla stratificazione e un rivestimento interno in PTFE, progettato per un rilascio preciso dell'agente embolizzante nei territori vascolari piccoli e distali con reflusso minimo, ed è compatibile con agenti embolizzanti liquidi, coil e dispositivi di embolizzazione meccanici. Le specifiche complete sono disponibili nella pagina prodotto del catetere di embolizzazione MicroDELIVERY. Disponibilità e indicazioni variano da Paese a Paese: fare sempre riferimento alle Istruzioni per l'uso (IFU).


La disponibilità del dispositivo e lo stato normativo variano in base al Paese. Contatta INVAMED o il tuo distributore locale autorizzato per le informazioni normative attuali applicabili alla tua regione.

Revisionato da: INVAMED Medical Affairs

Questo contenuto è destinato alla formazione dei professionisti sanitari e non costituisce consulenza medica. Consultare sempre le linee guida cliniche e le istruzioni per l'uso del prodotto.

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